“è una coscia, una semplice, semplicissima coscia”
mi sfiori sotto al tavolo e la sento, tirare i tuoi pantaloni, quasi a farli scoppiare: dura, robusta, scattante
mangio e mi ripeto “è una coscia, una semplice, semplicissima coscia” ma tu ti strusci e inghiotto di fretta il boccone, capezzoli ritti, voglia di te
mi guardi e sorridi, dal maglione si vedono i piccoli chiodi impigliati nella lana e un leggero rossore sul viso. la gente intorno scompare, un chiacchiericcio lontano e inutile, mi ronzano le orecchie
“è una coscia, una semplice, semplicissima coscia” mi diresti se sapessi cos’ha scatenato la mia voglia
ma io apro le gambe, coperte dalla tovaglia, sposto le mutandine e affondo il dito lì, al caldo umido, come se fossi un soufflè bollente, gonfio da scoppiare
ti vedo, lì, come ieri, riflesso nello specchio: tu che mi monti a pecora e io che fisso quella coscia (quella semplice, semplicissima coscia) che forza sul ginocchio, affossato nel materasso, e si fa forza per spingere
inculandomi


è nell'istinto di donna nutrire
"la tua vulva è un curvo alambicco, di odoroso liquore non è mai secca…"
nelle scene precedenti
parti del corpo: (esempio) cazzo, figa, tette, capezzolo, culo, chiappe, buco, collo, spalle, lingua
sarà anche vero che le dimensioni non contano ma, amore mio, un cazzo come il tuo fa venire l'acquolina in bocca.
vorrei tanto essere una di quelle donne perfette, acconciatura impeccabile, biancheria sexy, collant di seta, tacchi a spillo, trucco a regola d'arte…